Tutti gli articoli di Simone Bartali

Il Pagellone di Atletico Madrid – Milan

La squadra italiana più forte in Europa è stata eliminata dalla Champions.
4-1 il risultato del ritorno dopo l’1-0 dell’Andata. Un passivo totale di 5-1 immeritatissimo per un Milan che avrebbe potuto passare il turno.
Rossoneri dominatori e sfortunati all’andata e poco incisivi nel momento in cui avrebbero potuto ribaltare il risultato (intorno alla mezz’ora del 1° tempo) al ritorno e poi puniti dalla sfortuna.

Atletico Milan Pagellone

Ecco il pagellone della gara di ritorno:

Abbiati 4,5. Non ha inciso. Se ci fosse stato un portiere mediocre il risultato sarebbe stato lo stesso. Appunto.

Emanuelson 4. Dopo 5 minuti ho cominciato a piangere urlando il nome di De Sciglio invano. Emanuelson terzino dovrebbe essere considerata una bestemmia. La peggiore di tutte, come lui.

Rami 5. Per me è il centrale più forte del Milan. Sfortunato nel 2-1 e in parte colpevole nell’1-0.
Menzione obbligatoria per lui che si gratta la testa in maniera ossessiva dopo aver ricevuto una calcione da Diego Costa. Mi ha ricordato Dida colpito dal fumogeno.

)

nota a margine: questo episodio segnerà profondamente Dida che praticamente non tornerà più ad essere un vero portiere.

Bonera 5. Il salvatore della Patria del Milan era panchinaro al Parma. annamobene…

Abate 5. Ignazino stasera ha spinto. Però i suoi cross non si possono proprio vedere. Qualcuno gli aggiusti i piedi.

Essien 1. Ma chi cazzo è questo qui? Qualcuno mi può spiegare perchè Muntari era in panca e quest’uomo in campo?
Ha girovagato per il campo, perso palloni e quant’altro. Viene da rimpiangere Nocerino.
La sintesi della serata è l’immagine di lui che prende una pallonata da un compagno e ride con la tipica faccia di chi sta facendo la sua apparizione settimanale in “Scapoli vs Ammogliati” nel campino di Casalpusterlengo.

De Jong 5.5. Non si è notato quindi ha giocato abbastanza bene.

Taarabt 5.5. La sua sostituzione non l’ho capita. Il più pressato tra i rossoneri, aveva appena cominciato a capire come liberarsi (suo il cross del quasi 2-1 per il Milan). Sarebbe potuto essere un Jolly.

Kaka 6-. Segna 1 gol e mezzo. Ma è una lucciola. Scompare e riappare, scompare e riappare.

Poli 6. Il migliore per carattere. Non si arrende mai, è l’unico a lottare sui palloni anche sul 4-1 al 90°. Ha anche qualche giocata buona e firma l’assist dell’1-1 (lui sa crossare). Meriterebbe più spazio in questo Milan.

Balotelli 5. Riesce a non farsi espellere ed è già abbastanza. Nel 1° tempo lo vedi dappertutto tranne dove dovrebbe stare. Salterà la prossima partita in Europa ma non penso che sarà col Milan.

Robinho 7. Segna al Barcellona e prende una traversa contro l’Atletico. E’ l’uomo che non t’aspetti nelle grandi partite. Merita il 7 nonostante la sconfitta.

Pazzini 5. Gli girano i coglioni sin da subito. Mi girerebbero anche a me se non segnassi da 2 mesi.

Muntari s.v.. Mi consolo pensando che anche se avesse segnato non l’avrebbero convalidato.

Seedorf 4. Allegri contro il Barcellona aveva fatto un mezzo miracolo stravolgendo la squadra. Seedorf ha preferito giocare bene. Sarebbe servito più in campo che in panca.

Il Pagellone di Sanremo 2014.

Torna Sanremo e torna il consueto pagellone.
Prima serata lunghissima proprio come piace a me.
Peccato che il dopofestival sia come Arisa (una pippa) e non si possa vedere sennò si potevano fare tranquillamente le 6.

Sanremo 2014 Pagellone

Arisa. Apre Sanremo 2014 dopo oltre un’ora di pochezza.
Finalmente sfata il mito che sia anche minimamente discreta. Arisa è un cesso punto e basta.
La prima canzone “Lentamente” sembra uscita dall’ultimo disco dei Matia Bazar. Passa la 2°. Pisciare (controvento) che plagia sin dall’inizio Laura Bono, indimenticabile vincitrice di Sanremo Giovani 2005.
La canzone però è orecchiabile. Voto 6.5 Pippa d’annata.

Frankie Hi-Nrg. Capiamo il dramma di quest’uomo. Conosciuto solo per “Quelli che benpensano” e per avere il noto modello di uno Scooter tanto in voga a fine anni 90 nel nome d’arte.
La prima canzone (Un uomo è vivo) è valida e meriterebbe una menzione speciale. Cantata da Jovanotti sarebbe passata e avrebbe addirittura arrivare sul Podio di Sanremo.
Purtroppo la canta Di Gesù e dopo questa (esibizione) non ce n’è più. Passa la 2° (Pedala) che gira intorno ad un concetto molto innovativo “Hai voluto la bicicletta? Pedala!” Voto 6. Per la Madonna!

Antonella Ruggiero. No davvero io non ce l’ho proprio fatta ad ascoltarla. Per due volte. Passa “Da Lontano” che pare un consiglio per ascoltarla. Voto n.c. liiiillaaaaaalaaaa.

Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots. Il duetto più atteso da me e tutti i soci del Fan Club di Venom.
“Tanto ci sei” è la prima canzone portata per far pensare che in realtà dietro la maschera di Venom ci fosse Sergio Cammariere. Finita la colonna sonora di Sister Act inizia la vera canzone “Liberi o no”.
Questa è veramente un bel parto tra due culture completamente differenti. Certo se ci fosse stata un’eliminazione il duo sarebbe stato preso sicuramente di mira.
Potrebbero convincere il pubblico Sanremese e fare cose grandiosi. Voto 7+ Gualazzi e Bloody Btruzzo.

Nota a margine: vorrei che Venom non stringesse la mano al conduttore. Per etichetta.

Cristiano De Andrè Nel giorno del suo 74° compleanno si è imbolsito come non mai.
A parte tutti i pregiudizi la prima canzone non è male. A parte le due palle dovute al ritornello in dialetto che ti fa stramazzare.Il problema è che all’inizio delle strofe la canzone di De Andrè ricorda paurosamente Abatantuono.
La seconda è forse anche meglio. Sembra quasi che De Andrè junior sappia anche cantare. Niente di chè però. Abbastanza Sanremese. Voto 6.5. Lo ricorderemo per la figlia

Perturbazione Io ho un cd dei Perturbazione e ne vado abbastanza fiero.
Rimane sempre meglio ascoltarli che vederli. “L’unica” è la tipica canzone dei Perturbazione. Molto orecchiabile sin dal primo ascolto. “L’Italia vista dal Bar” è la classica canzone sul “popolino” già portata qualche anno fa a Sanremo dal suddetto Frankie Hi-Nrg. In stile Perturbazione che non guasta mai. Passa la 1°.
Voto 7.5 Sereno sulle regioni tirreniche.

Giusy Ferreri. Sarà l’ora tarda ( Erano le 00.20) sarà la poca aspettattiva, sarà il Maestro Peppe Vessicchio ma Giusy Ferreri per me è stata la migliore della prima serata.
“L’amore possiede il pene” sembrerebbe una canzone dedicata ad un trans ma è un errore. Si basa esclusivamente sulla proprietà transitiva:

E’ l’amore a possedere il bene,
dunque tu possiedi me
e io te, e io te.

Comunque l’Italia bigotta la boccia.
La seconda è “Ti porto a cena con me” e ti entra incredibilmente in testa. Bella. Per quello sentito nella prima sera potrebbe e dovrebbe vincere il Festival. Voto 8 Adeinodale.

Il più grande Duello Ciclistico mancato…

Faccio il Mea Culpa. Era il 5 Giugno del 1999 e io mi trovavo sul pulmino (sì ho usato la parola pulmino) che mi portava da scuola a casa.
Ero in 3° media e aspettavo con ansia la tappa di quel giorno. La salita italiana più bella era in quella tappa e appena montato sul suddetto pulmino chiesi all’autista se Savoldelli fosse scattato (per una decina d’anni tutte le volte che non ho visto una tappa del Giro o del Tour la prima domanda fatta a chi l’avesse vista era su Savoldelli, poi sul risultato generale).

Madonna di Campiglio Aprica Giro 1999

A quell’ora Savoldelli era sempre in gruppo (o la tappa non era ancora partita) e Pantani era stato escluso. Ematocrito a 52. I tifosi del Pirata impietriti, io contento. Savoldelli in maglia Rosa.

Quella maglia Rosa Savoldelli non la indossò per rispetto e sicuramente per un pò pensò di aver perso l’occasione della vita.

Nel 1999 Marco Pantani era un fenomeno reduce dalla doppietta del 1998. In Salita era imprendibile e al momento della squalifica aveva 5 minuti e 38 secondi sul secondo in Classifica Generale.
Nel 1999 Paolo Savoldelli era un giovinotto di 26 anni, un tagliaboschi/imbianchino prestato al Ciclismo. A quel Giro era andato a fare il gregario del sempre fresco Dario Frigo in una squadra costruita attorno al Re Leone Cipollini.
Il giovinotto però un giorno fece questo.

Probabilmente l’impresa più bella del Falco Bergamasco.

Grazie a questa impresa, alla Cronometro e al tenere bene in Salita, Paolo Savoldelli arrivò ai piedi del Mortirolo 1° in Classifica nel Giro che sarebbe stato vinto a mani basse da Marco Pantani.
Quel giro però lo vinse Ivan Gotti e Savoldelli faticò a tenere il 2° posto e lo conquisto con un solo secondo di vantaggio su Gibo Simoni grazie alle tirate di un Serguei Honchar incrociato per un tratto di pianura in quella tappa durissima.

Savoldelli si sdebitò suo malgrado l’anno seguente.

Questo finale di Giro doveva essere il preludio ad un grande duello ciclistico: Pantani – Savoldelli.


Molti rideranno o storceranno il naso. “Pantani è un mito, Savoldelli ha vinto solo perchè squalificavano tutti” “Savoldelli è forte solo in discesa, come i cocomeri”.

In realtà l’arrivo di Milano del 1999 è la penultima tappa del Savoldelli fenomeno.
L’ultima ha una cornice inedita: Roma. L’occasione è il cronoprologo per il Giro del Giubileo.
Savoldelli è tra i big e dimostra uno stato di forma incredibile. Cronoprologo impeccabile ma la vittoria sfuma per pochi centesimi di secondo. Vince Gonchar di un niente.

Savoldelli perde un’altra volta l’occasione di indossare la maglia Rosa. La sfortuna è appena cominciata.
Da qui infatti la carriera del Falco Bergamasco lo porta a diventare il ciclista più sfortunato degli ultimi 40 anni (no non è Marco Pantani con i gatti).
Il Giro del 2000 si sposta al Sud e quando arriva in Puglia le strade sono brutte e il meteo non aiuta i corridori. Pioggia e strade bagnate. Savoldelli cade 1,2,3 volte.
Si rialza e riparte sempre ma qualcosa non funziona più.

Qualcosa non funziona più neanche in Marco Pantani che è tornato a correre dopo la squalifica dell’anno precedente. Qui però è la testa probabilmente. Il vero Pantani si rivedrà in 2 sparute occasioni al Tour, poi basta. In questo Giro farà il gregario ad un altro giovane Stefano Garzelli che poi quel Giro lo vincerà.

Savoldelli e Pantani non vanno, problemi di schiena per uno e problemi di testa per l’altro.
Sarebbero dovuti essere loro due i veri duellanti di questo Giro 2000. Già mi vedevo Pantani scattare sul Colle dell’Agnello e sull’Izoard nell’ultima tappa di salita e Savoldelli buttarsi in picchiata verso Briancon per recuperare secondi importanti in vista della Cronometro che avrebbe sancito il vincitore di quel Giro.

Saluzzo Briancon Giro 2000

E invece no. Savoldelli arrivò 24° staccando di 20 minuti Pantani.
Il Savoldelli visto dopo, capace di vincere 2 Giri d’Italia non sarà mai forte come il Savoldelli del 1999/2000. I problemi alla schiena, l’allergia riacutizzatasi dopo la frattura al setto nasale a Tenerife, e gli altri incidenti dei primi anni 2000 gli impedirono di diventare quel fenomeno che avrebbe potuto battagliare con Pantani.

Per Marco il destino fu peggiore.

Il precedente di Beppe Cristo.

Dal programma del Movimento 5 Stelle.

Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati

La non eleggibilità dei condannati per qualunque reato è uno dei punti che Beppe Grillo ha sempre sbandierato e rivendicato con orgoglio.

Beppe Cristo

Si può essere d’accordo o no resta il fatto che per il M5S questo è uno dei tanti dogmi e uno dei motivi per cui Beppe Grillo non può essere candidato (Condannato per Omicidio Colposo).

Cosa c’entra una condanna per un incidente di 30 anni fa con il poter far Politica? Non lo so, non chiedetelo a me è Beppe Cristo che lo dice.

Ora tutto filerebbe liscio se non fosse che il Condannato non può candidarsi ma può andare a fare le consultazioni… In base a quale principio dello Statuto? Come può un “condannato” non essere candidabile ma poi essere il più alto riferimento di un Movimento davanti al capo dello Stato?
La cosa non suona un pò male?

Nota a margine: in questi giorni vengono intervistati numerosi eletti del M5S che non sanno il numero dei parlamentari, non sanno dove si trova il Senato e come si elegge il Presidente della Repubblica e altri sfondoni.

Ora visto che nel programma spunta la bellissima proposta:
Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico

un cazzo di esamino lo potevate fare almeno tra di voi?

I Candidati e il Web: Primarie Parlamentari Pistoia 30 Dicembre 2012.

Il 30 Dicembre si torna a versare l’obolo e a scegliere i candidati al Parlamento in vista delle elezioni Politiche di fine Febbraio 2013.
Nella Provincia di Pistoia i candidati sono 5, 3 uomini e 2 donne.
Mi sono “divertito” a studiare come si sono mossi sul web.

In Ordine alfabetico la prima candidata è Caterina Bini.
Caterina Bini classe ’75 è consigliere Regionale.
Ha un sito web con Piattaforma WordPress. Le consiglio di aggiornarlo alla versione 3.5 visto che è ferma alla 3.4.2
Il Tema utilizzato è Aperio carino ma gli articoli adesso risultano illeggibili nella parte iniziale.

Il sito è abbastanza aggiornato ma la sezione agenda è vuota e in “campagna elettorale le sarebbe stato utile”.
Nel footer del suo sito si possono trovare i link ai suoi account facebook, twitter e YouTube.
Su Facebook e Twitter la candidata è molto attiva e risponde alle domande quando le vengono poste.
Il Canale YouTube è deserto. Anche se da un misterioso account denominato slavatrice è cominciato a girare un video di promozione della sua candidatura.
Slavatrice ha solo caricato 2 video, questo e uno su una recita teatrale su West side Story.

Il video della candidatura è abbastanza inguardabile sia nella parte del collage che nella registrazione della Bini seduta su una sedietta scrausa con un audio pessimo.
Oggi non c’è bisogno di mezzi eccelsi per fare un video decente e sarebbe stato il caso di puntare a qualcosa di guardabile.

Su Facebook comunque la candidata si muove molto bene con Profilo e Pagina-Politico.
In vista delle Primarie sono uscite le cartoline che contengono in pillole il suo pensiero politico su alcuni temi.
Le cartoline sono di un rosa shocking abbastanza inguardabile con delle foto in cui la povera Bini sembra molto spaventata.

Per non parlare della pseudo immagine di copertina che sta girando tra i suoi sostenitori, la candidata Giovane, Tenace e Vera dovrebbe evitare l’accostamento maglioncino-colore di capello e usare qualche font più accattivante.
Niente di irrecuperabile comunque.
Invia newsletter tramite meenews sempre utilizzando wordpress.
Nella newsletter c’è il link per cancellarsi dalla lista e per la visualizzazione come pagina web. Entrambe cose rare quando si parla di politica locale.

Passiamo al 2° in ordine alfabetico : Beatrice Chelli.
La Chelli classe ’57 è consigliere comunale a Montecatini e avvocato e spero che non mi denuncerà per questo post.
Si è iscritta a Facebook il 24 Dicembre (5 giorni fa) e ha cominciato a riempire la propria bacheca con foto di lei che fa gli auguri di buon natale (con 3 foto diverse), lei che incontra Tara Gandhi, lei che cita la Costituzione che tra le righe suggerirebbe di votarla, lei che cambia il tuo futuro e che ti incontra all’Hotel Croce di Malta.

Peggio di così difficilmente era possibile fare. Il “politico” che spunta su Facebook in campagna elettorale sta proprio male.
Anche perchè l’idea che l’utente si fa e che come uno appare, uno scompare.

Non ci sono altri riferimenti su Beatrice Chelli a parte un articolo su un periodico del Rotary che ci informa che è/è stata presidente del Rotary di Montecatini Terme.

Il 3° candidato è Edoardo Fanucci, classe’83, il più giovane.
Vicesindaco di Montecatini, vista la sua giovane età da lui ci si aspettano faville.
Il giovane in realtà si è riavvicinato a Facebook solo grazie alle Primarie tra Renzi e Bersani. Prima la sua bacheca appariva un pò fredda e distaccata. Pochi post e soprattutto botta e risposta assente, con domande lasciate nel vuoto.

In questi giorni la musica è diversa, con risposte corredate addirittura con il numero di cellulare e grande disponibilità ad incontri e dialoghi.
Incontri sul territorio molto numerosi purtroppo pubblicizzati con un’agenda un pò povera di informazioni basilari (tipo i luoghi di molte manifestazioni).

Si salva per l’immagine sul suo “volantino”.
Il ragazzo ha molta strada da fare per il resto.

Arriviamo al 4° candidato Paolo Magnanensi classe ’53, il meno giovane.
Il Buon Paolo ha un profilo Facebook datato che magicamente ha ripreso vita in questi giorni di Primarie.
Il peggio però arriva quando scopriamo il suo profilo Twitter ed il suo blog appena nati proprio in questi giorni.
Il timore è che le migliaia di migliaia di bit occupate in questi giorni diventino l’ennesimo spazio web abbandonato.

Se qualche mese fa era già abbastanza oneroso gestire una pagina Facebook non sarà ancor peggio il triplice impegno?
E’ possibile evitare di salutare tutti i follower su Twitter con un commento personalizzato?
Grazie.

Dulcis in fundo arriva il 5° in rigoroso ordine alfabetico: Lido Scarpetti.
La sua carriera politica che lo ha visto prima ricoprire il ruolo di Senatore e poi quello di Deputato gli è valsa anche una pagina su Wikipedia.
Purtroppo però di quello che dice lui sul web non c’è traccia, nessun social network nè uno straccio di blog.
Peccato perchè avrebbe potuto spiegare ai suoi elettori per esempio i motivi per cui alcune volte ha votato contro il suo partito.

SOICAL-BOOKMARKING-MISTAKES

La speranza è che tutti e 5 i candidati si accorgano dell’importanza del web il prima possibile e adottino misure per rendere più trasparente possibile la Rappresentanza Politica nelle Istituzioni.
Per adesso c’è molto da migliorare…